Category Archives: Travel

From the Eastern Side of the Sacred River – Reportage in Jordan

Smoking hookah at sunset in front of the Monastery in Petra. El Deir, also known as ‘The Monastery’, is a monumental building carved out of rock in the ancient Jordanian city of Petra. Established around the 4th century BC, Petra was the capital city of the nomadic Arab Nabataeans. Discovered only in the 1812 by Swiss traveller and geographer Johann Ludwig Burckhardt, Petra is one of the most relevand UNESCO World Heritage Site and is also one of the New7Wonders of the World.

I spent a whole day visiting Petra, the old city of Nabataeans in Jordan, and I got well why it is one of the Seven Wonders of the world. I can’t imagine the incredible feelings of the explorer who discovered it on 1812. But I remember well my sensations, when I smoked the hookah in front of the Monastery, waiting for the red-gold light at sunset. The Jordan friend who rent the shisha gently refused my  money. ‘You are my guest’ – told me – and much probably he enjoyed the moment as well, sitting with me in front of this wonderful monument. While a slight breeze refreshed us and the shadows lengthening on the ground.

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Journey to Israel – A new reportage coming soon

Jerusalem – Afternoon prayers under the Wilson’s Arch at the Western Wall. Located to the left of the Wall, renovated on 2005, the covered area within Wilson’s Arch is part of men’s section. The area houses a Holy ark with the Torah scrolls, a library, heating for the winter and conditioning for the summer.  [©Enzo Signorelli photographer]

Crossing Israel – my pictures of Jerusalem, Tel Aviv, Negev, Dead Sea, Masada and Galilee. Along the Jordan River, looking for the roots of Humanity. From the Holy City of Jerusalem to the modern lifestyle in Tel Aviv, a photographic trip like a bridge beetween the past to the present. Give a sneak peek at NEOS Travel Journalists Society blog.

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Lodz, Poland – A Promised Land in the New Europe

Lodz, Poland – Old vodka factory in ul. Kopcinskiego [©Enzo Signorelli photographer]
Lodz is an industrial town, the second largest in Poland, which was “a promised land” during the Industrial Revolution in the 19th century. These years have been well described in Andrzej Wajda’s movie, derived from the Wladyslaw Reymont’s book “Promised Land”. Reymont won the Nobel Award in 1927. Wajda in the ‘ 50 learnt at the prestigious National Film School in Lodz, where studied Krzysztof Kieslowski, Krzysztof Zanussi, also Roman Polanski. Arthur Rubinstein, one of the greatest pianists of the century, was also born in Lodz. I went to the town for a shooting about the factories of an important Italian company. I had a very poor knowledge of Lodz’s culture and its architecture. In Lodz there are neither tourists, nor souvenir of stores. Lodz is an ordinary working city. Today, following the inclusion of Poland in European Community, Lodz has become a promised land, once again, for buildings and modern industry. The old factories are being rebuilt and turned into offices, lofts, shopping centers and art galleries. Modern buildings and new factories are growing up near the Mittel-European boulevards, socialist blocks, liberty palaces in downtown, and the old brick factories. Monuments from the past, still living in the present.

Enzo Signorelli

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Lodz, Poland – Sports Hall in aleja Politechniki [©Enzo Signorelli photographer]
Lodz è una città industriale, la seconda per grandezza della Polonia, vera e propria “terra promessa” ai tempi della rivoluzione industriale. Quegli anni sono stati ben raccontati in un film di Andrzej Wajda, tratto dall’omonimo romanzo “Terra promessa” del premio nobel Wladyslaw Reymont. Wajda aveva studiato a Lodz nella prestigiosa scuola di cinematografia dove si sono formati Kieslowski, Polanski e tanti altri. A Lodz è nato uno dei più grandi pianisti del secolo: Arthur Rubinstein. Ero arrivato in città per fotografare alcuni stabilimenti di una grande società italiana e non sapevo del suo background culturale, né della sua particolare architettura. Del resto a Lodz non ci sono turisti, negozi di souvenir, avventurieri e prostitute negli hotel. E’ una città di lavoro, praticamente sconosciuta. Negli ultimi anni, con l’ingresso della Polonia nella Comunità Europea, Lodz è tornata ad essere, per la seconda volta in quasi due secoli, “terra promessa” per l’edilizia e per la grande industria moderna. E così le vecchie fabbriche di mattoni sono stati in parte riconvertiti in uffici, loft, centri commerciali, gallerie d’arte. Nuovi edifici e moderni stabilimenti sorgono accanto ai boulevard mitteleuropei, ai blocks del socialismo, ai palazzi liberty del centro, alle grandi fabbriche di mattoni dell’Ottocento. Monumenti di un’era non ancora conclusa.

© Enzo Signorelli

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Lodz, Poland - Old factory demolition and rebuilding near aleja Politechniki [©Enzo Signorelli photographer]
Lodz, Poland – Old factory demolition and rebuilding near aleja Politechniki [©Enzo Signorelli photographer]
Lodz, Poland - Old advertising in ul. Tymienieckiego [©Enzo Signorelli photographer]
Lodz, Poland – Old advertising in ul. Tymienieckiego [©Enzo Signorelli photographer]
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Iran tra Oriente e Occidente

Iran Reportage 2012

A cosa si avvicina di più l’Iran di oggi? All’Oriente o all’Occidente? Con questa domanda, rimasta allora senza risposta, si era conclusa la conversazione con l’ambasciatore italiano che avevo appena incontrato nel suo studio privato a Teheran. Davanti a due tazze di buon caffè, Alberto Bradanini, oggi ambasciatore in Cina, aveva lanciato elegantemente diversi argomenti sul tappeto, regalandomi questo quesito accompagnato da una stretta di mano calorosa, e da un sorriso bonario.
Non ci volle molto tempo per comprendere le ragioni che lo avevano spinto a non aspettarsi da me una risposta immediata. Viaggiando attraverso l’Iran, tra Isfahan e Persepoli, da Na’in a Shiraz, dal mar Caspio a Yazd, mi rendevo sempre più conto di quanto fosse difficile rispondere alla domanda. Dov’era l’Oriente? E dove l’Occidente? Attraversando boschi come in Svizzera, campi dove germoglia il riso più pregiato del mondo, laghi grandi come mari e mari chiusi come laghi, passando dalle cupole d’oro delle moschee alle torri del vento delle città del deserto, dai palazzi di Dario e di Serse alla solennità dei monti Elburz. Tutto è grandissimo, tutto si riduce all’essenziale. La tomba di Ciro il Grande a Pasargadae, una costruzione di pietra come una ziggurat, alta appena undici metri. Il Gran Bazar di Teheran, un mercato che si snoda per oltre dieci chilometri nella parte meridionale della capitale. Città di milioni di abitanti, brulicanti di vita. Villaggi di sabbia avvolti dal silenzio. I magnifici palazzi imperiali, le steppe infinite, i piccoli caravanserragli trasformati in ristoranti trendy. Le mille spezie che rendono inebriante il cibo locale. Miliardi di maioliche colorate che ipnotizzano chi guarda le volte di una moschea antica. Le donne, truccatissime con il capo coperto ma non troppo, che guidano le auto lanciate a tutta velocità per i boulevard della frenetica capitale. La piazza Naqsh-e Jahàn a Isfahan, dove al tramonto di un venerdì d’estate si danno convegno persone di ogni estrazione ed età. Arrivano a migliaia per un picnic improvvisato, una preghiera, un gioco di bambini, un giro su una carrozza trainata da cavalli, una visita alla imponente moschea dell’Imam, una chiacchierata tra amici gustando un gelato distesi comodamente sull’erba…

Con l’accordo sul nucleare iraniano, siglato a Ginevra nella notte del 24 novembre 2013 tra l’Iran, Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania, di fatto si riapre il dialogo con gli Usa, interrotto dal 1979 dopo la rivoluzione dell’Ayatollah Khomeini. Oggi Oriente e Occidente si confondono e si mescolano ancora di più. Sarà sempre più difficile distinguerli?

Enzo Signorelli
© 2012-2014 – Riproduzione riservata
enzo@enzosignorelli.net
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Il volo della tartaruga marina – Reportage a Saint-Barthélemy, cover story su Latitudes Travel Magazine

French West Indies (Caribbean Sea) - Island of Saint BarthŽlemy

 

Saint-Barthélemy, la Saint-Tropez dei Caraibi, è una delle perle delle Antille Francesi incastonata nel gruppo di isole che delimitano il versante orientale del mar dei Caraibi. L’isola è una delle più esclusive del pianeta, e si vede. “La differenza sta in una piccola sfumatura – dice David, proprietario dell’Eden Rock, uno dei Relais & Châteaux più famosi del mondo – A Saint-Tropez tutti si mettono in mostra, qui a St. Barths si fa di tutto per non farsi notare”.

Capisco subito perchè, immergendomi in apnea, seguendo con movimenti lentissimi e silenziosi il volteggiare delle tartarughe marine, fotografando tra le formazioni coralline dove si rifugiano pesci di ogni specie e colore per sfuggire alle correnti impetuose. Oppure cercando le mie inquadrature nella natura bella e selvaggia dell’isola e degli isolotti che la circondano come un piccolo arcipelago.

French West Indies (Caribbean Sea) - Island of Saint BarthŽlemy

 

Spiagge bianchissime, sculture di corallo, fiori del Caribe, migliaia di conchiglie che tapezzano i fondali, paesaggi come tele dipinte, tramonti mozzafiato navigando di bolina, sentieri silenziosi tra le rocce battute dal vento. Si, comprendo perchè qui, tutto sommato, si rinunci alla mondanità. Forse seguendo un impulso atavico a fuggire, perdendosi (o meglio, ritrovandosi) nella natura mite, accogliente, rassicurante.

Seguite gli amici della Réserve Naturelle di Saint-Barthélemy e scoprirete i luoghi più belli e incontaminati dell’isola. Volgendo lo sguardo dalla parte giusta, le ville da sogno semi nascoste dalla vegetazione tropicale, i resort di grande charme, le boutiques, i ristoranti più stellati della Via Lattea scompariranno, cedendo il posto alle immagini di un paradiso ritrovato.

French West Indies (Caribbean Sea) - Island of Saint BarthŽlemy

 

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